Le pedane vibranti sono attrezzi ginnici che generano vibrazioni meccaniche per stimolare positivamente tutto il nostro corpo:

Per rivedere la storia della pedana vibrante dobbiamo tornare indietro sino all'ex Unione Sovietica. Il programma spaziale russo iniziò con successo lo sviluppo dell' addestramento vibrante-oscillante. La mancanza di gravità causava il deterioramento fisiologico dei cosmonauti durante il loro soggiorno nello spazio. Lo sviluppo del piatto vibrante-oscillante, negli anni ' 70, offriva la possibilità di lavorare e allenare i loro muscoli, legamenti ecc. e migliorare la circolazione sanguigna all' interno dei veicoli spaziali. La permanenza nello spazio, protratta per mesi, impediva che una nuova matrice ossea ricambiasse quella demolita dall'assenza di gravità, quest’ultima fattore indispensabile affinché l'osso mantenga la propria salute strutturale.
Questo spiega il motivo per il quale i medici consigliano attività fisica con i pesi alle persone, per lo più anziane, che soffrono dei sintomi correlati all'osteoporosi.
Grazie a questo metodo di allenamento, i cosmonauti potevano stare in orbita, in condizioni fisiologiche migliori, per estesi periodi di tempo. L'allenamento con vibrazioni e oscillazioni con pedane vibranti trovò la sua via d'impiego poco tempo dopo negli sport a livello più alto in Russia. Qualche anno dopo venne introdotto in Europa Occidentale. Nel frattempo vennero effettuate estese ricerche sugli effetti delle vibrazioni, e in particolare sulle vibrazioni-oscillazioni sul corpo umano.
L’idea base che ha portato alla realizzazione della pedana vibrante è stato quello di compensare o coadiuvare la normale attività fisica, riproducendo le vibrazioni benefiche che si hanno durante la normale locomozione. Infatti, durante qualsiasi movimento, anche una semplice camminata, al momento dell’impatto al suolo, innumerevoli vibrazioni vengono generate e trasmesso lungo tutto il corpo. Queste vibrazioni vengono trasmesse attraverso il piede, la gamba, la colonna vertebrale e il collo con enormi benefici per tutto il sistema scheletrico-muscolare.
L’enorme vantaggio della pedana vibrante consiste nell’evitare i rischi di traumi connessi alla tradizionale attività fisica. La stessa corsa infatti, pur essendo un’attività profondamente salutare provoca dei contraccolpi sia sulla colonna vertebrale che sulle articolazioni degli arti inferiori (anche e ginocchia) che a lungo andare possono favorire o peggiorare lo sviluppo di lesioni artrosiche e degenerative. Questi disturbi possono essere peggiorati se l’attività sportiva avviene su superfici poco elastiche o scoscese. Questi aspetti diventano poi ancora più importanti se ci troviamo a trattare pazienti che presentano già problematiche a carico della struttura ossea o cartilaginea degli arti inferiori e della colonna vertebrale o se dobbiamo iniziare una riabilitazione post traumatica o conseguente ad un intervento chirurgico. Attraverso l’uso della pedana vibrante in diversi esperimenti, sono stati registrati infatti risultati assolutamente positivi nella riabilitazione fisioterapica e contro l’atrofia muscolare, proprio quei problemi tipici di chi ha subito un trauma, un infortunio o una operazione chirurgica che lo ha tenuto a letto per un lungo periodo di tempo.
In generale si può dire che la pedana vibrante può essere utilizzata per aiutare a risolvere i seguenti problemi fisioterapici: Atrofia o ipotonia muscolare, pubalgia, problemi al tendine d’Achille, riabilitazione del ginocchio, atrofia o ipotonia muscolare, sclerodermia, sclerosi multipla ecc...
Gli effetti delle vibrazioni hanno inoltre conseguenze immediate sul metabolismo dell’individuo. Infatti, attraverso le sedute sulla panca vibrante, si è riscontrato un aumento del metabolismo (con un miglioramento del metabolismo basale) ottenendo una maggiore combustione dei grassi e riducendo gli strati adiposi sottocutanei (ovvero la cellulite).
Da sottolineare, dunque, il miglioramento a livello estetico e di bellezza che la pedana vibrante può dare attivando la circolazione (il sangue raggiunge i capillari fino 50 volte al secondo durante il trattamento), irrorando in tal modo maggiormente le cellule e aiutando il corpo ad espellere le tossine in breve tempo. Quindi, la pedana e le sue vibrazioni hanno un importante effetto linfodrenante, con una conseguente diminuzione della cellulite, delle aderenze e un rinforzo del tessuto connettivo che permette di avere una pelle più morbida e liscia.
A livello di benessere psico-fisico, le vibrazioni della pedana agiscono attraverso il rilascio nel nostro corpo, in modo del tutto naturale, di neurotrasmettittori quali la seratonina e la dopamina che migliorano l’umore e danno una sensazione di benessere generale, del tutto simile a quella che si ha dopo che si è praticato dello sport. Inoltre, sempre a livello di benessere, vi è anche un aumento della coordinazione, dell’equilibrio corporeo e dei riflessi in quanto le vibrazioni agiscono direttamente sulla propriocezione, ovvero il meccanismo che regola l’equilibrio e la percezione del movimento.
Inizialmente sono sufficienti 10 minuti al giorno per tre giorni alla settimana di allenamento con la pedana vibrante. Dobbiamo però tenere conto che come in tutti gli sport e nell’esercizio fisico in genere, anche nell’allenamento vibratorio abbiamo a che fare con alcuni principi fisiologici. Uno di questi è rappresentato dal fatto che, nel corso del tempo, sarà necessario allenarsi di più e più a lungo per ottenere un risultato anche minimo (questo perché il corpo con il tempo si adatta agli stimoli ed è in grado di rispondere all’allenamento sempre più facilmente). Grazie alla forte intensità degli stimoli provocati dalla pedana vibrante nelle prime fasi di allenamento, è possibile ottenere risultati strepitosi anche con pochi esercizi. Più il livello di allenamento è elevato, più intensamente sarà necessario allenarsi per raggiungere qualunque risultato. Il programma di allenamento deve essere definito in modo graduale per poter sfruttare il fenomeno della supercompensazione che permette al corpo di sottoporsi ad esercizi più pesanti se gli stimoli vengono recepiti nel momento giusto della fase di recupero. In termini pratici, questo significa che ogni stimolo dovrebbe essere ripetuto regolarmente per raggiungere i risultati desiderati, in base alla natura e all’intensità dello stimolo stesso. Tuttavia questi risultati sono reversibili e se si smette l’allenamento scompaiono nel tempo, poiché il corpo ha bisogno di stimoli costanti per combattere la regressione.
Le differenze tra la pedana vibrante e quella basculante si valutano sia in termini di realizzazione costruttiva che di finalità di impiego. Le vibranti utilizzano la modalità si scuotimento verticale, con intervento di vibrazione a varie frequenze, in relazione agli obiettivi da raggiungere. La pedana quindi, ad un osservatore esterno, appare sostanzialmente ferma, sebbene venga distintamente avvertita nel movimento verticale dell’utente. Questo attrezzo si presta ad un ampia gamma di finalità di trattamento, che spazia dall’estetica, dimagrimento, alla riabilitazione, al potenziamento muscolare. Può lavorare sia come unica risorsa, che in associazione ad altri protocolli. Si presta all’uso da parte di soggetti anziani, di soggetti non allenati, di soggetti in soprappeso, di soggetti con handicap traumatici. La molteplicità delle posizioni che si possono assumere sulla pedana vibrante consente di intervenire su distretti muscolari anche nettamente delimitati, e consente anche di variare l’angolo di attacco. Una stessa porzione muscolare può quindi essere raggiunta da esercizi differenti ma complementari, adatti ad ottimizzare la risposta al trattamento vibratorio.
L’allenamento con le vibrazioni, e tutte le sue implicazioni, è stato in assoluto il primo ad essere studiato in ambito scientifico. Molteplici sono le sperimentazioni condotte su tale sistema di condizionamento, con sviluppo di macchine e software da parte di grande aziende del medicinale e del fitness. Le basculanti utilizzano invece la modalità di scuotimento laterale, con piano di appoggio che oscilla, pendendo prima a destra e poi a sinistra. All’utilizzatore tale movimento ricorda quello che si avverte in barca, con mare mosso. Questo attrezzo vede ridotte le potenzialità d’impiego, vista la necessaria capacità di equilibrio che l’utente deve comunque avere per affrontare con sicurezza una seduta di allenamento. Non si adatta quindi alle esigenze di anziani, soggetti fortemente soprappeso, soggetti non allenati. La posizione di lavoro consentita è solamente quella eretta, per ovvi motivi, e questo limita purtroppo le aree di intervento del trattamento. Le indicazioni d’uso fanno soprattutto riferimento a obiettivi di riduzione del peso corporeo, e ad un generico ripristino di forma fisica.
Alcune controindicazioni sono da prendere in considerazione prima di usare la pedana vibrante poichè ne possono fare escludere l'uso. Se si presenta una o più delle seguenti condizioni, o se soffrite di uno o più sintomi, disturbi, malattie o sindromi, o se non siete sicuri, non è opportuno utilizzate la pedana vibrante. Se siete in dubbio circa quali condizioni si riferiscano alla vostra persona, contattate il vostro medico prima di usare una pedana vibrante.
- Gravidanza
- Trombosi .o disturbi similari recenti o possibili
- Disturbi cardio-vascolari (cuore o vene/arterie), ad esempio anomalie delle valvole cardiache
- Artrite avanzata, disturbi articolari, artrite reumatoide acuta
- Suture, cicatrici e ferite recenti derivanti da un intervento o trattamento chirurgico
- Protesi agli arti inferiori, al piede, ginocchio o anca
- Eventuali impianti metallici o sintetici, ad esempio i pacemakers
- Problemi ai dischi lombari, come l'ernia acuta, la discopatia, la spondilosi
- Infiammazioni o infezioni acute
- Epilessia
Importante: se non vi sentite bene a causa di un malessere passeggero come un raffreddore o qualche linea di febbre - aspettate di stare meglio prima di allenarvi.
L'età minima per l'utilizzo è di 15 anni. I bambini non dovrebbero venire a contatto con la pedana mentre è in fase di vibrazione.
Dopo l'utilizzo del Vibe Trainer è piuttosto frequente che l'utilizzatore noti prurito e un certo rossore della pelle. Questa rappresenta una ben nota reazione della pelle alla stimolazione meccanica (conosciuta come dermografismo), che può essere rapidamente superata camminando per un po'. Da studi e ricerche approfondite non sono emersi altri effetti collaterali significativi.